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La Legge 29 marzo 2001 n. 134, pubblicata in G.U. 20.04.01 N. 92, in vigore dal 05.05.2001, ha introdotto modifiche alla L. 217/90, armonizzandone la disciplina con le nuove disposizioni sul patrocinio a spese dello Stato nei giudizi civili o amministrativi.
Detta normativa è entrata in vigore il 1 luglio 2002, abrogando la disciplina sul Gratuito patrocinio introdotta con il R.d. 30/12/1923 n. 3282/e gli art. da 11 a 16 della L. 11/8/1973 n. 533, in materia di diritto del lavoro.

La Legge 24/2/05 n. 25, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 50 del 2/3/05, ha modificato il D.P.R. 30/5/02 N. 115 riguardo il Patrocinio a Spese dello Stato. In particolare la possibilità di inserimento nell’elenco, precedentemente riservata agli avvocati con almeno sei anni di iscrizione all’Albo, è stata estesa agli avvocati con almeno due anni di iscrizione.
Inoltre è ammesso l’inserimento, prima non consentito, agli iscritti all’Albo che abbiano subito sanzione disciplinare non superiore all’avvertimento.
Gli avvocati che volessero inserirsi nell’elenco dei difensori per il Patrocinio devono depositare apposita domanda, reperibile presso la segreteria dell’Ordine o scaricabile dal presente sito, tenendo presente la delibera del Consiglio qui sotto riportata.



Il Consiglio

Premesso che:
la legge 24 febbraio 2005 n. 25 ha modificato l’art. 81 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, prevedendo che il Consiglio dell’Ordine valuti la sussistenza dei requisiti per l’inserimento dei nominativi degli avvocati nell’elenco dei difensori disponibili al patrocinio a spese dello Stato; il Consiglio dell’Ordine ha quindi il compito di valutare “attitudini ed esperienza professionale specifica tra processi civili, penali, amministrativi, contabili, tributari e affari di volontaria giurisdizione”, ritenuta la necessità di predeterminare i criteri di valutazione; dispone che, ai fini dell’iscrizione degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato, gli avvocati debbano presentare domanda a questo Consiglio indicando in modo dettagliato, per ogni settore professionale scelto, le attività difensive nel biennio precedente, secondo le seguenti modalità:

  • per il settore penale: almeno 20 attività difensive svolte personalmente (anche come sostituto processuale) nell’arco di ciascun semestre;
  • per il settore civile: almeno 10 dieci nuovi incarichi per ogni anno;
  • per il settore amministrativo e contabile: almeno 5 nuovi incarichi per ogni anno;
  • per il settore tributario: almeno 5 nuovi incarichi per ogni anno;
  • per il settore famiglia – volontaria giurisdizione: almeno 10 nuovi incarichi per ogni anno;
  • per il settore lavoro: almeno 10 nuovi incarichi per ogni anno.

E’ facoltà del Consiglio verificare il possesso dei requisiti degli avvocati istanti attraverso l’acquisizione della relativa documentazione. Sono esonerati dall’obbligo di presentare dettagliata relazione sulle attività difensive svolte nel settore prescelto gli avvocati che esercitano notoriamente in forma esclusiva o prevalente la propria attività professionale in quello stesso settore.


In seguito ad alcuni chiarimenti richiesti

Il Consiglio ritiene opportuno richiamare l’attenzione dei colleghi che assumono incarichi a tutela dei non abbienti sulla portata di due articoli della relativa normativa di riferimento (D.P.R. 30.05.2002 n.ro 115 – T.U. in materia di spese di giustizia).

Ci si riferisce in primo luogo, al disposto di cui all’art. 75 1° co. del citato D.P.R., a mente del quale “L’ammissione al patrocinio è valida per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure, derivate ed accidentali, comunque connesse.”: in base al chiaro tenore dell’articolo in esame svariate azioni giudiziali devono dunque ritenersi ricompresse nell’originaria ammissione al patrocinio a spese dello Stato (per esemplificare, si pensi ad eventuali azioni esecutive da promuoversi nell’ambito di un giudizio di separazione tra coniugi), con ciò evitandosi la proposizione di domande di accesso al beneficio in realtà superflue.

Il Consiglio evidenzia, inoltre, il disposto di cui all’art. 133 del D.P.R. 115/2002 che, a sua volta, così testualmente recita: “Il provvedimento che pone a carico della parte soccombente non ammessa al patrocinio la rifusione delle spese processuali a favore della parte ammessa dispone che il pagamento sia eseguito a favore dello Stato”.

Da ciò consegue che le competenze del difensore del cittadino non abbiente ammesso al gratuito patrocinio vengono corrisposte, comunque ed in ogni caso (e quindi anche in caso di esito favorevole della causa con condanna della controparte ala rifusione delle spese di lite), dallo Stato, che avrà diritto di rivalsa ai sensi dell’articolo in esame e del successivo art. 134.