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Note della commissione informatica sull'obbligatorietà del PCT fino al 31.05.2020

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Note della commissione informatica sull'obbligatorietà del PCT fino al 31.05.2020

L’art. 2, comma 6 del D.L. 11/2020 stabilisce che: “Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 maggio 2020, negli uffici che hanno la disponibilità del servizio di deposito telematico anche gli atti e documenti di cui all'articolo 16-bis, comma 1-bis, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sono depositati esclusivamente con le modalità previste dal comma 1 del medesimo articolo. Gli obblighi di pagamento del contributo unificato di cui all'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, nonché l'anticipazione forfettaria di cui all'articolo 30 del medesimo decreto, connessi al deposito degli atti con le modalità previste dal periodo precedente, sono assolti con sistemi telematici di pagamento anche tramite la piattaforma tecnologica di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.”

Gli “gli atti e documenti di cui all'articolo 16-bis, comma 1-bis” sono gli atti introduttivi e di costituzione dei procedimenti civili.

Ciò significa che il deposito telematico degli atti processuali è obbligatorio anche per tutti gli atti introduttivi e di costituzione e che il pagamento del contributo unificato e dei diritti deve essere assolto mediante pagamento e ricevuta telematica XML.

Per il pagamento in forma telematica, si deve accedere con il certificato di autenticazione contenuto nella firma digitale (nella “chiavetta” per intenderci) ed il PIN al sito pst.giustizia.it e procedere nella sezione “pagamento di bolli digitali”; serve una carta di credito o un addebito SEPA. Al deposito andrà allegata (specificando il tipo di allegato come ricevuta telematica) la ricevuta resa disponibile dopo il pagamento. Non c’è bisogno di depositare alcun “originale” o stampa cartacea.

Per quanto riguarda gli atti introduttivi, si tratta di un normale deposito in cui dovranno però essere presenti la procura alle liti e eventualmente la nota di iscrizione a ruolo generata dal programma (ad es. PCT Enterprise). Il consiglio è di partire da un “originale” informatico che, in quanto tale, andrà depositato senza attestazioni di conformità e con le eventuali pec di notifica in formato nativo (msg. O eml.) di invio, accettazione e consegna. In caso di notifica cartacea, si predisporranno copie cartacee (analogiche) dell’”originale” informatico, attestate conformi, nel numero di notifiche più una che fa da originale cartaceo per la notifica. All’atto del deposito, si depositerà la scansione dell’atto usato per la notifica, con i referti di notifica, il tutto dichiarato conforme alla copia a mani del difensore munito di procura.

E’ più semplice a farsi che a dirsi.

Si ricorda che La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 5372/2020, richiamando l’interpretazione offerta dal Ministero in una circolare, stabilisce che il divieto per il cancelliere di ricevere gli atti in caso di mancato pagamento del bollo non si applica ai depositi telematici.) Cassazione civile, Sez. I, ordinanza 27 febbraio 2020, n. 5372).

Cordiali saluti.

Il Coordinatore della Commissione Informatica dell’Ordine
Avv. Giulio Marchesi